Non so se sono sola. Vorrei esplorare le altre stanze e cercare i segni di qualche presenza timida e umana, ma l'ospite sta arrivando.
Mi sento sfiorare la spalla. È lei. Si siede davanti a me e mi sorride. I suoi contorni sono confusi e si chiama Libertà.
Rimane in silenzio. È in attesa di una mia parola, ma nessun suono si libera nell'aria. Vorrei porle delle domande, vorrei dirle quello che provo, vorrei rimproverarla e supplicarla, vorrei riuscire a toccarle la mano.
Vorrei fare tutto e non riesco a fare niente. Lei avverte la mia difficoltà e lenta si alza.
"Nessuno ci è mai riuscito", dice.
E in un attimo scompare.
La stanza torna silenziosa, il fuoco continua a bruciare, il paesaggio fuori dalla finestra è sempre incerto. Chiudo gli occhi e subito li riapro. Sono esattamente dove voglio essere.
B.
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