Il suo corpo tremava e
chiedeva conforto. La tristezza era giunta all’improvviso: aveva perforato il
suo cuore e si era distesa accanto a lei. Non avrebbe mai voluto piangere così.
Era tutto sbagliato. Era tutto inevitabile. Avrebbe voluto urlare e strapparsi
gli occhi, il naso le si era chiuso per i singhiozzi e faceva fatica a
respirare. Una vita insieme durata fino a quel giorno. Una vita insieme che non
sarebbe potuta durare oltre quel giorno. La prima volta che l’aveva incontrato
si era tuffata nel suo sorriso, aveva assaporato il suo profumo e raccolto le
sue parole. Ora era il vuoto. Il suo torace non avrebbe mai più ospitato tanto
amore. Sentiva la sua vitalità scivolare via, scappare dalle sue membra,
lasciare le sue ossa. Non provò nemmeno a fermarla. Provò a intonare la canzone
che lui le aveva scritto, ma le parole le si bloccarono in gola. Cercò di
riprendere la melodia nella sua testa, ma le note stridevano contro la ruvidità
dell’evidenza. Lui non c’era più. I versi di quella canzone apparivano spenti,
le parole avevano smarrito il loro significato, l’occasione per cui era nata,
apparteneva a un passato di cui lei era l’unica testimone. Ripensò alle loro
mani intrecciate, ai baci morbidi e pieni, agli sguardi e al tutto che nei loro
sguardi viveva. Non sapeva come sarebbe riuscita ad affrontare le ore senza di
lui, come avrebbe potuto toccare qualcun altro, come il suo corpo avrebbe
aderito a una nuova presenza nella sua vita. Lui solo le aveva permesso di
rinascere come un intero: nessuna espressione d’amore le avrebbe mai più
restituito tanta pienezza. Si erano innamorati in fretta e la semplicità aveva
incorniciato i loro primi giorni insieme. Poi, era stato un crescendo e un
crescere insieme. Ora, un abisso solitario. Si aggrappava al calore di lui che
ancora percepiva, ma lentamente, si stava perdendo nel circo della sofferenza.
Un pianto che non era il suo, la raggiunse. Si alzò. Per lei doveva essere
forte.
B.
Bau! Bau!
RispondiElimina??
Elimina...inizia a diventare strana la cosa...
bello. Ben scritto, non proprio bello. non proprio bello perchè un po' triste... Inevitabile? no, a me è sempre piaciuto pensare di no. Il senso della vita? trovare qualcuno che ti completi, nei dialoghi come nel quotidiano di tutti i giorni, dal primo momento insieme fino all'ultimo. Impossibile? no, difficile, molto difficile, ma a me è sempre piaciuto pensare di no
RispondiEliminaAnche a me è sempre piaciuto pensare di no...
EliminaContinua a scrivere, continua a partecipare ai concorsi e continua a goderti la scrittura ;-)
RispondiEliminaMi sa, però, che non hai mai pensato di abbandonare il vizio, eh? A ognuno le proprie debolezze ;-)
Bello.
(ioboh)
Assolutamente no:) per altro poi al concorso mi hanno presa!con un altro racconto, ma mi hanno presa!
EliminaBi che bello anche questo!! Quanto sei brava!!
RispondiEliminaGrazie Anna!:) ...sempre tristezza galoppante;)
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