Chiuse la porta dietro di sè e scivolò a terra. La testa le girò e dovette appoggiarla al muro per riprendersi. Lui stava li davanti a lei, con quei suoi stupidi occhi neri. Avrebbe voluto mandarlo via, urlargli di uscire da quella stanza, da quella casa.
-Cosa ci fai qui?
-Volevi vedermi
Odiava la sua presupponenza.
-Io non volevo vedere proprio nessuno! E se non ti spiace ora vorrei andare a farmi una doccia.
-Benissimo, ti aspetto
Avrebbe voluto dire che no, non poteva aspettarla, che se ne sarebbe dovuto andare via subito e invece l' unica cosa che fu in grado di fare fu quella di borbottare un "come vuoi" e di dirigersi in bagno.
Quando tornò in camera lui era seduto alla scrivania che guardava nel vuoto.
-Cosa pensi di fare?- Le disse.
-Non mi sembrano affari tuoi
-A me invece sembrano molto affari miei
-Di certo non posso semplicemente chiudere gli occhi e riaprirli, saresti comunque sempre qui!
-Puoi provare con un esorcismo
-Non è divertente!
-Lo so che per te non è affatto facile, ma devi capire che le cose stanno così perchè tu vuoi che siano così!
-Quindi stai insinuando che sono io a volerla questa merda di vita?? No, spiegami! Perché questa mi è nuova!
-Lo sai benissimo che non mi riferivo a quello
Lo odiava quando aveva ragione.
I contorni del loro primo incontro erano ormai vaghi. Si era presentato davanti a lei una mattina d' estate e da quel momento era diventato una presenza fissa. Per quanto detestasse la sua vicinanza, si rendeva conto che probabilmente lui era l' unica cosa che le permetteva di non andare a fondo.
-Cosa vuoi fare oggi?
-Potremmo andare al cinema
Uscirono dalla stanza e superarono il salotto dove c' era la madre di lei che leggeva il giornale.
-Dove vai?
-Al cinema
-Lo sai che non mi piace che tu vada al cinema da sola
La ignorò e, insieme a lui, proseguì verso la porta di casa.
brividi... mg
RispondiEliminaGrazie!
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