L’idilio
di una vita
spento in un attimo,
la
dolcezza dei tuoi gesti
risucchiata dall’amarezza dell’evidenza,
le
note distorte del mio cuore
gettate in un abisso di solitudine,
l’illusione
di te
bruciata nel fuoco dei miei desideri,
l’immagine
di noi
racchiusa nella mia stessa essenza.
Il
profumo dell’immaginazione:
ultimo
appiglio per
sottrarsi alla realtà.
Chissà se tornerà a vivere un grande poeta.
Mi vengono in mente i versi di Neruda e di Emily Dickinson, mi vengono in mente Shakespeare e Whitman.
Il blog è arrivato a 160 visualizzazioni o forse anche di più. Non ho idea se sia un buon numero per i suoi primi tre giorni di vita, ma ringrazio tutti quelli che si sono avventurati tra queste righe.
Oggi ho voglia di saltare da un argomento all'altro. Una volta avevo scritto un pezzo basandomi sul "stream of consciousness" di Joyce ed è meglio se non replico. Ero partita da un treno e, passando per l'interspazio di Guerre Stellari, ero arrivata ai cavolini.
Come ho fatto dire a Lucy nel primo post, vorrei riuscire a tenervi ancorati alle mie parole, vorrei riuscire a scrivere davvero per voi e non più per me e per qualche foglio bianco che mi capita tra le mani. E' dall'età di dieci anni che scrivo poesie, racconti, sfoghi e abbozzi di libri che poi tengo per me. Devo ammettere che iniziare questo blog è stato un po' come sfidare me stessa.
Okay, adesso sembro una casalinga disperata in gran stile. Forse è meglio evitare queste confessioni a cuore aperto...
Qualcuno mi ha chiesto perché inserisco dei titoli di canzoni in fondo ai post: sono i titoli delle canzoni che ascolto scrivendo. Le note mi aiutano a far scorrere i pensieri.
B.
"La fine", Tiziano Ferro
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