In treno ci si sente annoiati. Se si è soli, si cerca conforto nella musica o si fa finta di studiare qualche pagina o, più semplicemente, si fissa il finestrino senza davvero guardare quello che c'è fuori. Se si é in compagnia, si fanno discorsi sterili e mai troppo personali: la privacy va difesa. Due ore in cui la vita viene messa in pausa. Non ci si sente davvero viaggiatori, ma il culo, dal divano, si è alzato. Alcuni non se lo spiegano.
Lingue diverse, suoni incomprensibili, discorsi ascoltati, espressioni spiate. Ci si guarda intorno e si cerca qualcuno simile a noi: forse si é perso in tutta questa eterogeneità. Un' altra fermata. Parte il conto alla rovescia.
B.