mercoledì 26 settembre 2012

Come dice mia madre: "Il mondo pulsa"

L' asfalto è bagnato. L'odore della pioggia è ancora nell'aria. Il cielo è indeciso. Il cane non vuole seguire i miei passi. Oggi scrivo in diretta. E' strano buttare giù parole mentre si cammina: non sai se stare attento a dove metti i piedi o restare con le dita sulla tastiera del telefono. Potrei farci l' abitudine, però. Scrivo immersa nel mondo: i rumori del traffico, le persone che camminano, le macchine, gli odori. E' come se fosse uno scrivere diverso. Più consapevole e meno ancorato ai voli di fantasia. Mi sento più presente all'interno delle parole. Ho di fronte molti più stimoli. 
Un ragazzino è fermo sul suo scooter accanto a due signori anziani. Lo sento dire: "Buon anniversario". La nonna lo bacia e lo ringrazia, il nonno sorride. Chissà se è andato a trovarli solo per far loro gli auguri di persona. La dolcezza è stata palpabile. E rara.
Si, potrei decisamente abituarmi a scrivere a contatto con il mondo. 

B.

9 commenti:

  1. Io non riuscirei a scrivere immersa nel mondo. La scrittura è la mia difesa DAL mondo.

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    1. Per me invece è una "revisione" del mondo...scrivo per reinterpretarlo e le parole sono uno sguardo diverso da quello degli occhi...ma credo che ognuno scriva per un motivo diverso...è secondo me il bello è anche questo...

      B.

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  2. Quello che scrivi è molto bello, e la tua revisione del mondo mi piace!
    Ti aspetto nel mio blog, adesso sono una tua nuova follower, ricambi? baci

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  3. Mi piace che tu l'abbia scritto mentre camminavi.. leggere la tua interpretazione di quel semplicissimo incontro mi ha messo il buon umore.. mentre tu pensi, soffri, ti dimeni, intorno le cose vanno avanti e,perchè no, a volte nel miglior modo possibile..

    Grazie bi!

    stavolta non mi firmo,tanto tu sai chi sono :)

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    1. Mariagiulia firmiamoci che se no qui alimentiamo illusioni;) Grazie a te pipa!sei molto dolce...

      B.

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  4. e se avessi voluto mantenere l'anonimato??? non rispetti la mia privacy... love

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  5. 'abituarsi a scrivere a contatto con il mondo'... bellissima espressione che rivive nei miei ricordi quando da piccolo, nei numerosi, brevi, viaggi in autobus, che compivo per lo più in ore serali su mezzi quasi sempre deserti, sognavo in tutti i modi un blocchetto di carta per annotare ogni breve frammento della vita che mi circondava: tutto, allora, diventava immensamente carico di significato e rendeva il viaggio degno di essere vissuto; persone anziane, discorsi rubati, foglie che cadevano al suolo, sorrisi, espressioni, tutti personaggi di un libro mentale, purtroppo mai scritto, che mi rendevano a volte malinconico, a volte il bambino più felice.

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    1. Che belle immagini...si,a volte anch'io ho desiderato avere dei fogli su cui scrivere quello che osservano...calata nel mondo...oggi forse con i telefoni è più semplice...anche se decisamente meno poetico.
      Grazie per il commento,Anonimo...

      B.

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