Mi svegliai qualche ora dopo sentendo J abbaiare come un
pazzo in giardino. Riconoscevo quell’
abbaio: c’era un estraneo. Scesi le scale di corsa e mi precipitai
fuori.
Nella penombra della sera intravidi una sagoma con un grosso
zaino in spalla. Era un uomo. Poteva essere un giramondo o un mendicante.
Stavo per dare a J l’ordine di attaccare l’intruso, ordine che ovviamente avrei
bloccato poco dopo, giusto per farlo spaventare, quando egli mi disse:
“Scusi se la disturbo. So perfettamente di averla
spaventata. Le chiedo solo di calmare il suo cane, stavo semplicemente passando
di qui.”
“Passando di qui? Questa è una proprietà privata!”
Rimasi stupita da come avevo appena pronunciato l’ultima
frase. Avrei voluto sembrare più decisa, ma qualcosa nella voce di quell’uomo
mi spiazzò. Dissi a J che andava tutto bene e lui smise di abbaiare. Non avevo idea del perché avevo abbassato la guardia in quel modo.
Quel vagabondo poteva essere chiunque.
“La ringrazio.”
Mi disse
“Come è finito a passare di qua, scusi?”
“Credo di essermi perso. Sto viaggiando, come può dedurre
facilmente dal mio zaino. Avevo deciso di tagliare per un bosco, ma da quel
bosco non sono uscito con facilità e specialmente non sono uscito dove dovevo
uscire. E ora eccomi qua. Tolgo subito il disturbo, non si preoccupi. Intanto
devo trovare un posto per la notte.”
Mentre parlava si era avvicinato di qualche metro e le luci
della casa lo illuminarono debolmente.
Avrà avuto all’incirca trentanni, barba incolta, pantaloni
larghi, maglietta sformata e cappello di tessuto in testa, ma non aveva
assolutamente l’aria di un girovago, tanto meno di un mendicante.
“Scusi se glielo chiedo, ma lei non mi sembra affatto un
vagabondo, sebbene l’aspetto sia quello.”
Scoppio in una sonora risata.
“Ha perfettamente ragione. O almeno ha ragione fino ad un
certo punto. Viaggio moltissimo e non mi preoccupo più di tanto della mia
tenuta da viaggio o di dove alloggio. Ciononostante non sono affatto un senza tetto!”
“Capisco. Beh…in paese non troverà nessun posto dove poter
alloggiare: alberghi non ce ne sono più da tempo. C’ è un ristorante che ha
giusto due camere, ma è troppo tardi per presentarsi.”
Feci un pausa.
“Senta: di solito sono molto scettica verso gli estranei e
faccio si che J, il mio cane, allontani chiunque. Tuttavia lei non mi sembra
una persona pericolosa. Non mi sbaglio quasi mai nel giudicare al primo
incontro quindi le lascio il permesso di accamparsi in giardino: sono sicura
che possieda una tenda a giudicare dal sacco a pelo che pende dal suo zaino. J
dormirà al piano terra stanotte: un suo passo falso e le giuro che può dire
addio a una delle sue due gambe, se non ad entrambe.”
“La ringrazio. Non le darò affatto problemi, glielo prometto.
Domani mattina ripartirò appena sveglio. E poi sono molto affezionato alle mie
gambe!”
“Bene. Allora le auguro la buona notte.”
“Buona notte anche a lei.”
Stavo per rientrare in casa quando lo sentii dire:
“Mi chiamo ? ,
piacere di averla conosciuta”
Di proposito non gli dissi il mio nome, ricambiai il piacere
e mi chiusi la porta alle spalle.
[Continua...]
Ps: come avrete notato, e come vi avevo accennato QUI, non sono ancora riuscita a trovargli un nome...si accettano suggerimenti!
B.
Bi che bello!! Mi sto leggendo tutto il racconto! :D Dai dai dai continualo, vogliamo la nona parte!!!!! <3
RispondiEliminahttp://www.followpix.com/2012/12/video-followpix-for-pinko.html
Grazie Anna!:) la nona parte arriva presto!sono contenta che ti piaccia!:)
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