L'inverno con le sue lenzuola fredde,
la notte con le sue mani calde.
L'ovatta si impossessa del mio viso
e cancella ogni più piccola espressione.
Un libro non scritto,
un foglio accartocciato.
Il legno stride.
L'ovvietà sorride.
Ricordi lontani cullano il mio divenire,
la forma si contrae e si rimodella.
Il cuscino accoglie le sue suppliche.
Gli occhi si chiudono.
Il mondo scompare.
B.
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